Puglia Allievi e Giovanissimi: L'esperienza di Doudou. Catalano per sorprendere

Ricade sul tecnico senegalese la scelta del presidente Tisci. L’allenatore: “Orgoglioso di far parte della famiglia federale pugliese”.

Una lunga vacanza. Proprio così, Diaw Doudou, senegalese, arriva in Italia vent’anni fa per un soggiorno di relax e da allora non è più andato via. Un tracciato di tutto rispetto da calciatore come difensore, dimora fissata a Bari dove pianifica la famiglia, Simona, la moglie, due figli, Amira, nove anni e Nicolas, sei. E una volta appese le scarpe al fatidico chiodo, evento che risale a quattro anni fa, la decisione di abbracciare la carriera di allenatore. Due anni al servizio della New Football Academy Bari, nei segmenti giovanissimi e allievi, poi l’accattivante e irrinunciabile chiamata della Figc pugliese. «Ero in una emittente televisiva barese – ha raccontato con dovizia di particolari Doudou – quando mi arriva una telefonata di Vincenzo Tavarilli. Chiusa la trasmissione, lo richiamo e mi sussurra al telefono della possibilità di allenare la rappresentativa allievi. Non solo, mi comunica che il presidente Tisci, che in passato avevo già conosciuto, vuole parlarmi al più presto per sancire l’eventuale intesa. La mia risposta quale è stata? Non ho bisogno di riflettere, vengo a piedi. Quando facciamo questo incontro? Dopo pochi giorni, vado nella sede Figc di via Pende e in un baleno la stretta di mano con il massimo dirigente federale pugliese». Le impressioni ricavate dopo il colloquio. «Il presidente mi parla dell’incarico, esterna fiducia nei miei confronti, crede nelle mie qualità professionali. L’ho ringraziato dichiarando che ero orgoglioso di poter guidare la selezione pugliese degli allievi. Per me oltre ad essere una occasione irripetibile di lavoro, può essere il trampolino per la mia carriera professionale. E sin dai primi allenamenti ho potuto constatare una organizzazione capillare, curata nei minimi dettagli. Una professionalità impressionante». Il materiale umano a disposizione dopo i primi raduni. «Una buona cifra tecnica e stiamo scandagliando tutto il territorio pugliese per attingere il meglio. Siamo a buon punto, non ci manca molto. Ho già le idee chiare circa l’identità del gruppo. Oltre alle qualità dei singoli, la mia squadra avrà come punto di forza l’organizzazione. Ci stiamo lavorando, non abbiamo molto tempo a disposizione. Il mio modello tattico? Il 4-3-3 e con i ragazzi che ho in organico, lo si può brevettare senza problemi». Gli obiettivi? «Non voglio sembrare spocchioso, ma il sottoscritto vuole vincere. Per me non esiste il grigio o il nero, ma solamente il bianco».

IL PROFILO Diaw Doudou, 42 anni da fare il prossimo 31 Ottobre, senegalese, approda in Italia nel 1997. Ci arriva per una breve vacanza per incontrare il suo amico e collega calciatore Dossou. E durante una gara di torneo a Milano, viene adocchiato dal Perugia. Viene tesserato dai grifoni e girato al Milazzo. Da qui il passaggio all’Igea, poi l’ingaggio nell’Ancona dove fa il suo esordio in serie B. Quattro stagioni con il Bari, poi il trasferimento al Torino in B dove vince il campionato e si guadagna la massima serie. L’esordio in A contro il Milan, gara lodevole la sua. Poi, il ritorno in B con il Cesena e poi ad Avellino. Poi nell’ordine, Atletico Roma, Pergocrema, Matera, Monterotondo Lupa. A trenta sette anni il suo ultimo anno con il Mola, campionato di Eccellenza. Dopo questa esperienza dice basta con il calcio giocato. Come allenatore invece, inizia con la New Football Academy Bari ed ora la grande occasione con la rappresentativa allievi.

Domenico Favale

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Il tecnico barese raccoglie il testimone di Nicola Diliso alla guida dei baby pugliesi, il cui obiettivo resta quello di superare la prima fase del Torneo delle Regioni per poi giocarsi le chance di vittoria alla pari con le formazioni più accreditate.

Lorenzo Catalano subentra a Nicola Diliso sulla panchina della rappresentativa giovanissimi del Comitato Regionale Puglia Lnd. Si tratta di un nuovo ed importante incarico ricevuto dal presidente Vito Tisci in vista della partenza per il Torneo delle Regioni di Calcio a 11 in programma a Trento dall’8 al 14 aprile 2017. Trampolino di lancio verso questa nuova, entusiasmante esperienza, è stato l’ottimo lavoro svolto fin qui da Catalano con i calciatori del Centro di Formazione Federale di Capurso. «Sono orgoglioso della fiducia del presidente – ha ammesso Lorenzo Catalano – perché mi sprona a fare del mio meglio per provare a realizzare un sogno comune. In un mese di lavoro ho visionato 180 ragazzi. Allenamento dopo allenamento sono diventati sempre di meno: prima 44, poi perfino 30. Prima di partire faremo due amichevoli per definire la rosa dei 20 che costituiranno la rosa definitiva. E poi incrociamo le dita, sperando di aver scelto bene». Nelle ultime stagioni non è andata poi così bene. Il settore giovanile pugliese organizza campionati di alta qualità su scala regionale, ma i risultati delle rappresentative non hanno confermato questa tendenza. «Le incognite sono tante – ha sottolineato Catalano – perché in questo tipo di manifestazioni vince chi ha giocatori più preparati e una buona dose di fortuna. Per questo sto cercando di fare un lavoro differente rispetto a quello del Cft di Capurso: al Torneo delle Regioni ho bisogno di ragazzi collaudati, che in una settimana possono rendere al massimo per arrivare ad alzare la coppa. Non è questa la sede per scovare talenti in prospettiva, non possiamo nasconderci. La rappresentativa è come la nazionale, non è un club». Nel girone della Puglia ci sono Lazio, Basilicata e Molise. «Non esistono avversari più forti o più deboli – ha ripreso il selezionatore dei giovanissimi – perché ogni anno le squadre cambiano pelle. Ci vuole soltanto l’umiltà di affrontare questa sfida giornata dopo giornata, senza guardare in faccia agli avversari. Bisogna centrare subito la vittoria per riuscire a gestire il proseguo del torneo, senza andare in affanno sin dall’inizio. È importante l’approccio dei ragazzi – ha concluso Catalano – ma ho visto nei loro occhi la giusta mentalità per andare sino in fondo. La qualità non manca e sono certo che ci toglieremo delle belle soddisfazioni».

Lorenzo Catalano non ha bisogno di presentazioni. Per lui parla il curriculum, che comincia a riempire le caselle nel 1998, quando il figlio dell’indimenticato calciatore del Bari, Biagio, diventa proprio collaboratore dello staff tecnico della squadra biancorossa in serie A. dall’anno successivo, Lorenzo Catalano diventa allenatore del settore giovanile del Bari, nel quale resta fino al 2006. Nelle cinque stagioni sportive successive assume il ruolo di allenatore di Martina Franca (serie C1), Virtus Casarano, Liberty Bari e Real Altamura (Eccellenza), oltre a Ostuni (serie D). Nel 2011 Catalano riparte dal settore giovanile guidando gli allievi della New Football Academy Bari, ma l’anno seguente torna in Eccellenza con i Quartieri Uniti. Dalla stagione sportiva 2013-2014 torna nel Bari come responsabile tecnico dell’Academy Under 16 e Under 17. Un’evoluzione continua, ampiamente giustificata dal prestigioso percorso di studi da allenatore intrapreso a Coverciano.

Alessandro Schirone