L'Inter sbatte sul muro rossonero Giada Pilato, è la dura legge dell'ex

Solo il calcio sa regalare emozioni uniche e destini che s’intrecciano in sfide affascinanti e allo stesso tempo crudeli. Domenica scorsa nel girone B della Serie B è andato in scena il derby Inter Milano-Milan Ladies. Miglior attacco contro miglior difesa del girone, alla fine ha prevalso il muro rossonero, la gara è terminata sullo 0-0. Dopo dodici partite sempre a segno le neroazzurre si son dovute arrendere di fronte al portiere rossonero Giada Pilato che ha consumato la classica “vendetta sportiva” della ex. Dopo essere cresciuta nel settore giovanile neroazzurro fino a vestire la maglia della prima squadra Giada la scorsa estate è passata all’altra sponda del Naviglio abbracciando i colori del club per cui tifa da sempre. Ma iniziamo dalla fine, da quest’ultima sfida che ha significato tanto per la ventenne rossonera.
“Non era una prima assoluta ma l’emozione è stata tanta. Abbiamo già incontrato l’Inter tre volte in questa stagione, alla prima di campionato e in due occasioni in Coppa Italia. Abbiamo sempre subito gol ma domenica siamo riuscite a tenere la porta inviolata per la prima volta. Abbiamo retto bene la forza d’urto dell’Inter che ha già segnato 47 gol”.
Le conoscevi bene le tue avversarie, ci sei cresciuta insieme.....
“Ero troppo concentrata per pensare al loro modo di calciare, di cercare la porta, ai loro punti di forza o debolezza. Hanno giocato bene, forse la miglior partita tra le quattro contro di noi ma tutta la nostra squadra ha dato il massimo. Al fischio finale abbiamo esultato, eravamo soddisfatte”.
La parata più difficile?
“Sicuramente quella nel primo tempo a tu per tu con la Bonfantini, quell’ intervento mi ha caricata per il resto della gara. Poi sulla Rognoni ho reagito d’istinto, sulla Baresi sono stata attenta. Anche l’uscita sul cross della Marinelli non è stata facile”.
Chissà quante te ne avranno dette le tue ex compagne a fine gara.
“Dopo il fischio finale ho tirato un grande respiro di sollievo, la tensione è scesa e c’è stato spazio per ritrovarsi insieme. Abbiamo scherzato, me ne hanno dette di tutti i colori. Avversarie in campo ma amiche fuori dal recinto di gioco, il calcio femminile è anche questo".
Nove anni insieme non si dimenticano.
“Il rapporto con le compagne di squadra è sempre stato ottimo. All’Inter non avevo spazio, la scelta è stata naturale, non solo per il cuore rossonero ma soprattutto perché avevo bisogno di giocare con più continuità”.
Ed alla tua prima stagione con il Milan, miglior difesa del girone dopo dodici gare e la convocazione con la nazionale under 23.
“Il merito è di tutta la squadra, grazie al mister ci muoviamo come un corpo unico, abbiamo un’anima, non è frutto della prestazione di un singolo reparto. La maglia azzurra, beh quella invece è una mia soddisfazione personale, un sogno diventato realtà”.
Non è facile giudicarsi da soli ma confidiamo nella tua sincerità, la tua miglior qualità e l’aspetto su cui devi migliorare?
“Me la cavo bene con i piedi, credo sia importante per un portiere moderno. D’altra parte devo migliorare nell’agilità. Mi alleno ogni giorno per crescere, non mi accontento mai”.
Gli obiettivi di questo Milan che nella prima metà di stagione è la rivelazione del girone?
“Piazzarsi almeno tra i primi tre posti per partecipare alla prossima Serie B a girone unico. Puntiamo a far bene domenica dopo domenica, a fine stagione poi tireremo le somme”.

Photo Credit: FAZZARI E RAMELLA

 

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